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La città “collaborativa” e “condivisa”: una moda del momento o una possibile economia alternativa? I modelli di business e le chiavi di lettura [ lb.05 ]

In collaborazione con ASVI Social Change

La sharing economy si propone come opportunità di economia 'dal basso', condivisa, sostenibile, coesiva. Quali sono i trend di crescita? Il Crowd-funding e il Land-share sembrano confermare l’esistenza di una domanda che premia i soggetti che facilitano l’accesso diretto e partecipato ai prodotti e servizi. In cosa allora la sharing economy si distingue dall’economia tradizionale? Quali sono i suoi modelli di business principali?

L’imprenditore “open” deve possedere nuove competenze: quali sono? Quali le nuove chiavi di lettura del territorio? Saper creare una community intorno ad un progetto di cambiamento sociale, saper stimolare il coinvolgimento civico, essere in grado di facilitare l’intermediazione leggera e l’accesso diretto ai beni. Questa è la futura “innovazione sociale di sistema”? La sharing economy sarà misurarsi con le sfide tradizionali dell’impresa: scalabilità, massa critica, capitalizzazione?

L’intervento vuole esplorare un possibile rischio: il capitalismo, che sembrava poter uscire “gentilmente” dalla porta, potrebbe rientrare dalla finestre... della rete.

Dalla invasività di  Facebook all'arroganza di Amazon, dalla superficialità di UBER allo sviluppo 'proprietario' del carsharing, lo sprito 'social' dei nuovi imprenditori si sta confondendo sempre più con lo 'spirito... animale' del capitalismo? E quegli imprenditori  'alternativi' -una volta un po’ Hippy- finiranno per sviluppare modalità e stili simili al  'vecchio' capitalismo? Sapranno integrare il bisogno di crescita e sviluppo delle nuove imprese del “consumo collaborativo” con il bisogno di partecipazione e relazione delle future comunità urbane?

Programma dei lavori

Interviene

Crescenzi
La città “collaborativa” e “condivisa”: una moda del momento o una possibile economia alternativa? I modelli di business e le chiavi di lettura

a sharing economy si propone come opportunità di economia 'dal basso', condivisa, sostenibile, coesiva. Quali sono i trend di crescita? Il Crowd-funding e il Land-share sembrano confermare l’esistenza di una domanda che premia i soggetti che facilitano l’accesso diretto e partecipato ai prodotti e servizi. In cosa allora la sharing economy si distingue dall’economia tradizionale? Quali sono i suoi modelli di business principali?

L’imprenditore “open” deve possedere nuove competenze: quali sono? Quali le nuove chiavi di lettura del territorio? Saper creare una community intorno ad un progetto di cambiamento sociale, saper stimolare il coinvolgimento civico, essere in grado di facilitare l’intermediazione leggera e l’accesso diretto ai beni. Questa è la futura “innovazione sociale di sistema”? La sharing economy sarà misurarsi con le sfide tradizionali dell’impresa: scalabilità, massa critica, capitalizzazione?

L’intervento vuole esplorare un possibile rischio: il capitalismo, che sembrava poter uscire “gentilmente” dalla porta, potrebbe rientrare dalla finestre... della rete.

Dalla invasività di  Facebook all'arroganza di Amazon, dalla superficialità di UBER allo sviluppo 'proprietario' del carsharing, lo sprito 'social' dei nuovi imprenditori si sta confondendo sempre più con lo 'spirito... animale' del capitalismo? E quegli imprenditori  'alternativi' -una volta un po’ Hippy- finiranno per sviluppare modalità e stili simili al  'vecchio' capitalismo? Sapranno integrare il bisogno di crescita e sviluppo delle nuove imprese del “consumo collaborativo” con il bisogno di partecipazione e relazione delle future comunità urbane?

Marco Crescenzi Presidente - ASVI Social Change Biografia Vedi atti

E’ Fondatore e Presidente ASVI (dal 1997), Scuola di Management Non Profit per il cambiamento sociale leader in Europa e di Third Sector Management Europe (Londra, dal 2010). Co-fondatore EuclidNetwork – l’Associazione dei Dirigenti Non Profit Europei (Londra/Parigi dal 2006) e di I-SIN Italian Social Innovation Network (Roma/Napoli 2011). Già responsabile di Leader2Leader – il Coordinamento dei Dirigenti Non profit Italiani (2008-2010), membro del direttivo e del Comitato Scientifico di Symbola-Fondazione per le Qualità Italiane (2005-2008- fondata da E.Realacci, A.Profumo e D.De Masi ).

Ha introdotto l’e-learning in Italia con ASVI nel 1998 rendendo ampiamente accessibile la formazione manageriale agli operatori del settore e stimolato il riconoscimento ufficiale delle principali professioni manageriali del settore (Fund Raiser, Manager ONP, Europrogettista) da parte del Ministero del Lavoro (Repertorio Professioni ISFOL). Nel 2011 ha diretto la costruzione di un modello formativo di eccellenza specifico per i manager del settore, il ‘Modello TNT’ (Technologies for Non Profit Training) basato su un approccio multipiattaforma integrato e innovativo focalizzato sui risultati comportamentali ed operativi dell’apprendimento. La formazione manageriale è oggi internazionale, con studenti provenienti da tutto il mondo, Africa inclusa e Master e Corsi in Italiano ed in Inglese.

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