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Programma Congressuale

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  da 14:30 a 18:00

Food & City: il futuro smart delle politiche alimentari urbane [ co.02 ]

in collaborazione con Eating City International Platform

Una città difficilmente può definirsi SMART se getta il 30% del cibo che acquista e tantoméno se il 30% dei bambini sono a rischio obesità, o se quando acquista servizi di ristorazione collettiva non si preoccupa di capirne gli impatti sociali ed ambientali.

Oggi, di fronte ad una situazione globale che vede molti paesi del vecchio continente essere sempre meno competitivi, anche l'industria alimentare subisce gli effetti della globalizzazione e delocalizza parte delle sue produzioni verso quei paesi con manodopera ed energia a basso costo, con due risultati certamente negativi: la disoccupazione crescente e l'aumento delle emissioni di gas a effetto serra dovute al maggior numero di chilometri percorsi dai nostri alimenti.

In un tale contesto il convegno propone una visione della Smart City, al cuore di un nuovo rapporto tra il locale ed il globale, tra azione e pensiero, dove l'alimentazione può diventare un pilastro indispensabile delle città resilienti e sostenibili. Un panel di esperti internazionali si confronteranno e lavoreranno su una serie di casi di studio relativi a nuovi modelli dove cibo, salute ed ambiente incontreranno l’economia delle imprese.

Ad ospitare questa riflessione non poteva che essere SCE2014 e la città di Bologna, che con il progetto City Of Food ha scelto di valorizzare uno degli elementi identitari del territorio, riconosciuto a livello internazionale. City Of Food, infatti non è solo cibo. È qualità e cultura dell’alimentazione, nutrizione, sostenibilità ambientale, ricerca scientifica, tutela della biodiversità e del suolo agricolo, per la valorizzazione delle eccellenze della città e del suo territorio, come sistema locale moderno, dinamico e competitivo.

Programma dei lavori

Introduzione

Mariani
La piattaforma internazionale Eating City - Perché una Smart City dovrebbe avviare politiche di Smart Food?

Il presidente del Consorzio Risteco e fondatore della learning community Eating City,  Maurizio Mariani, racconta perché oggi più che mai è necessario interessarsi ai temi legati al cibo e alle food policies nelle città. C’è bisogno di stabilire un nuovo rapporto tra città e campagna, tra mondo della produzione e della consumazione.

Stime autorevoli riportano che nel 2050 circa il 70% della popolazione globale vivrà in città, quindi capire come e cosa si mangerà nei grandi agglomerati urbani è oggi di fondamentale importanza.

In Italia, negli ultimi 15 anni, la spesa sanitaria si è raddoppiata – superando i 100 miliardi di euro – e il cibo ha in questo un ruolo di primo piano. Anche a livello europeo, per esempio, l’obesità infantile ha un costo pari al 6% della spesa sanitaria complessiva.

Il mercato agroalimentare europeo è diviso in due, il 52% da poche grandi imprese e il 48% dalle piccole e medie imprese.

La ristorazione collettiva pubblica è un mercato che in Europa vale 73.6 miliardi di euro all’anno. Ogni anno sono serviti 21 miliardi di pasti, secondo i dati un cittadino su cinque in Europa mangia in impianti di ristorazione collettiva. E allora forse è proprio questo, la ristorazione collettiva, un primo punto concreto dal quale partire per incominciare a parlare di una nuova food governance per le città.

Maurizio Mariani Presidente - Risteco Biografia Vedi atti Guarda il video

Italiano, residente in Francia, Presidente del Consorzio Risteco, Direttore Generale di Sotral Spa, Vice Presidente di Assoscai (Associazione Italiana per la competitività ambientale d’impresa), consigliere di amministrazione di Mole Scpa, Consigliere della Cooperativa Serlog e della Cooperativa Nanà, è inoltre membro del “Groupe de Bruges” Think Tank Europeo dedicato all’AgriBusiness e del Sustainable Food Lab (USA).

Esperto in tematiche economiche ed ambientali dei processi logistici e produttivi dell’industria agroalimentare e della ristorazione, lavora nel campo della consulenza a livello internazionale, attraverso la società Marilac Sarl (Consorzio Risteco) e la Philippe Hersant & partner in Francia. Nell’ambito del Forum Cina Europa è stato responsabile del dialogo relativo alle filiere agroalimentari sostenibili. Autore di numerose pubblicazioni ed articoli, relatore a numerose conferenze a livello internazionale relative al Food Service. Ideatore dei “Quaderni di Risteco”, e dei progetti de “il Pranzo Sostenibile” e “La Città che Mangia”; destinatario in qualità di D.G di Sotral Spa di numerosi Award, tra cui la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana (2010), il premio Imprese X Innovazione organizzato dall’Italiana Confindustria (2008), l’European Business Award For The Environment, promosso
dalla DG Ambiente della Commissione Europea (2006) ed il premio Impresa Ambiente promosso dalla Camera di commercio ed il ministero dell’ambiente Italiano (2005).

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Bonfiglioli
Bologna City of Food

Alessandro Bonfiglioli racconta del un trend positivo di CAAB e di City of Food, un progetto di marketing territoriale che ambisce a portare a sintesi gli orientamenti e le politiche sul tema dell’alimentazione. Un percorso originale di Bologna verso l’EXPO 2015, ma che ha fatto poi emergere una visione oltre capace di andare oltre tale appuntamento. Uno degli obbiettivi è rinforzare il ruolo di Bologna come città del cibo, instaurando delle collaborazioni con altre città del mondo.

Alessandro Bonfiglioli Direttore Generale - CAAB Vedi atti Guarda il video
Baruffi
La Food Policy di Milano e lo Urban Food Policy Pact

Pur ospitando EXPO 2015 e aver avviato politiche forti, Milano in ritardo rispetto a Bologna o altre città internazionali nel mettere a fuoco una strategia complessiva rispetto al cibo. Chiaramente EXPO dev’essere una rampa di lancio, tappa di un percorso più lungo e di ampio respiro.

Maurizio Baruffi Capo di Gabinetto del Sindaco - Comune di Milano Vedi atti Guarda il video

Prima parte: alcuni casi internazionali

Gourlay
La Food policy per il procurement pubblico – una leva per spostare il paradigma del sistema alimentare

La Scozia è uno dei paesi più riconosciuti per la qualità del cibo. Tuttavia il paradosso scozzese è che nonostante il grande movimento creatosi rispetto al tema dell’alimentazione, 2/3 della popolazione è sovrappeso e c'è uno spreco di cibo di circa il 20%. In uno scenario in cui le politiche pubbliche sono chiamate ad occuparsi direttamente di questi temi nonostante le condizioni critiche dell’economia: anzi è soprattutto ora il momento di intervenire e dare risposte per costruire il futuro per le policy del cibo.

Robin Gourlay Food and Drink Policy - The Scottish Government & Head of Facilities Management, East Ayrshire Council, UK Biografia Vedi atti Guarda il video

Robin Gourlay si occupa di Food and Drink Policy nel Governo Scozzese ed è a capo  del Facilities Management nel Consiglio di East Ayrshire. Ha redatto il report governativo Walking the Talk sull’approvvigionamento alimentare nel settore pubblico ed ha una vasta esperienza in catering e gestione dei servizi sia nel settore pubblico che privato, grazie a una carriera che spazia dalle strutture alberghiere alle università, ai college e ai governi locali.

Il Governo Scozzese ha avviato una politica nazionale sugli alimenti in grado di sostenere e direzionare l’industria alimentare del Paese, insistendo sulla sua reputazione di terra del cibo e delle bevande di qualità, facendo del settore pubblico un esempio per l’approvvigionamento alimentare, assicurando risorse alimentari sicure e rigenerabili, nonché preoccupandosi di far comprendere alle persone l’importanza dell’alimentazione. Riconoscendo l’importanza delle sfida imposta dal cambiamento climatico e dalla sicurezza del cibo, il Governo Sozzese attualmente sostiene la ricerca scientifica e l’innovazione attraverso differenti modalità, non ultimi i finanziamenti strategici di programma ai suoi principali provider di ricerca (The James Hutton Institute, Moredun Research Institute, Rowett Institute of Nutrition and Health, and Scottish Agricultural College). Per massimizzare il contributo dei risultati scientifici a supporto del mercato e dell’intera società, l’impegno programmatico è coordinato con altri sostenitori e ricercatori del Regno Unito in materia, provenienti dall’industria, dall’accademia e da ONG.

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Chang
La storia del mercato di agricoltori di Bejing – la strada per dare accesso su piccola scala ai produttori nei mercati cittadini

La Cina è il più grande paese in termini di popolosità, di conseguenza con il 7% della terra coltivabile sul pianeta nutre circa il 19% della popolazione mondiale e conta circa 700 milioni di agricoltori, con una proprietà media di mezzo ettaro. Sono state avviate soprattutto negli ultimi 10 anni molte iniziative e politiche alimentari e agricole, in ambito nazionale e internazionale, in particolare con orientamento sud-sud. Tuttavia l’autosufficienza alimentare è diventata un tema più dinamico.

Tianle Chang Fondatrice - Farmers Market Pechino Biografia Vedi atti Guarda il video

Chang Tianle è fondatrice di Farmers Market a Pechino. Ha ricoperto l’incarico di Amministratore Delegato per la no-profit statunitense Agriculture and Trade Policy Research Institute, focalizzata su temi della società civile cinese in relazione alla sostenibilità.

Farmers Market è un mercato diffuso di produttori (di frutta organica, vegetali, uova, carni, pollame, miele, formaggi, marmellate e cibi secchi) e si occupa di organizzare i singoli coltivatori e allevatori per la vendita diretta nelle aree urbane. La peculiarità dell’iniziativa è il ritorno a un’idea orginaria di mercato: semplicità, ma con i servizi necessari a mantenere la freschezza degli alimenti. Come un sistema di distribuzione alimentare alternativo e una comunità auto-organizzata senza dipendere dal mainstream, il Farmer Market organico di Beijing costituisce un modo di indirizzare soluzioni alla salute delle persone e rispondere alle preoccupazioni in ambito alimentare.

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Seconda parte: Cosa succede in Italia, il Paese della dieta mediterranea?

Aimar
Il progetto: Food Hub to Connect

Food Hub to Connect vuole essere il primo hub del cibo locale in Italia. L’impatto dell’allungamento delle filiere alimentari e l’uso di sostanze chimiche nella coltivazione costituiscono i due maggiori problemi per un mercato che comprime i costi all’origine. Allo stesso tempo osserviamo le conseguenze dell’omologazione delle colture e la perdita di stagionalità, parallelamente alla “zonizzazione” delle produzioni. Nella relazione tra cibo e città individuiamo quindi la sfida e lo snodo principale per l’articolazione di un processo di transizione da queste condizioni critiche.

Andrea Aimar Officine Corsare, Torino Biografia Vedi atti Guarda il video

Nel 2012 si è laureato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino (Laurea in Scienze del Governo e dell'Amministrazione). Attualmente collabora con un gruppo di ricerca dell'Università di Torino in un progetto sui sistemi alimentari urbani e gli urban food planning.
È uno dei responsabili di "Food Hub TO Connect", un progetto di innovazione sociale che nel 2012 ha ottenuto un finanziamento dal bando MIUR sulle Smart Cities and Communities. L'obiettivo di "Food Hub TO Connect"  è la creazione di una infrastruttura logistico-organizzativa a favore di un sistema del cibo locale.

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Iacono
Milano e la sfida delle politiche alimentari di una grande città

La food policy di Milano sono rivolti al territorio, all’educazione all’ambiente e al benessere, con una particolare attenzione all’innovazione e all’uso di tecnologie ancora inutilizzate in Italia.

Gabriella Iacono Presidente - Milano Ristorazione Vedi atti Guarda il video

Speed speech

Pentella
Progetto: Presidio Territoriale di Sviluppo Locale

Il progetto è frutto di un processo e trova luogo in condizioni peculiari, passando attraverso la sapienza degli agricoltori, per riattivare la coltivazione di un tipo particolare di fagiolo, diventanto presidio Slow Food dopo uno stato di abbandono totale. Da un’agricoltura di precisione a una cultura di un intero habitat usando strumenti introdotti dall’innovazione tecnologica.

Giulia Pentella Associazione Piattella Canavesana di Cortereggio Biografia Vedi atti Guarda il video

Giulia Pentella, architetto (*1982), si laurea a Roma nel 2007 presso la Facoltà di Architettura “Valle Giulia” e a seguito di alcune esperienze lavorative a Vienna, Roma e Schio si trasferisce a Bologna dove dal 2009 lavora come consulente sulla sostenibilità all’interno del gruppo “R&D_Research and Development” presso lo studio Mario Cucinella Architects.
Dal 2013 è direttrice dell’associazione Building Green Futures (BGF), fondata dall’arch. Cucinella per promuovere lo sviluppo sostenibile e l'accesso alle risorse tramite l'architettura. Per conto dell’associazione ha redatto le Guidelines Sustainable Solutions per Expo 2015, strumento intuitivo quanto efficace per disegnare i padiglioni ad uso temporaneo con ridotto impatto ambientale, e oggi è responsabile del progetto Kuwait School in Gaza, di cui cura la componente architettonica e l'attività di capacity building.
Giulia Pentella è inoltre la promotrice del recente accordo fra BGF, Slow Food Italia e l'Associazione Piattella Canavesana di Cortereggio per sviluppare, definire e promuovere un modello ripetibile e certificabile di Presidio Territoriale Slow Food a partire dal comune di San Giorgio Canavese e frazione di Cortereggio, luogo d'eccellenza per la produzione della Piattella Canavesana. È un’idea che nasce dal desiderio di rivalorizzare il territorio e tutelare la biodiversità in esso presente, recuperando le tradizioni locali e il tessuto urbano rileggendoli in chiave moderna, attraverso i principi di innovazione tecnologica, risparmio energetico e sviluppo sostenibile.

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Saporito
Progetto: OrtiAlti

Orti Alti è un progetto nato per iniziare o implementare la superficie coltivabile sulle superfici inutilizzate di Torino, in particolare sui tetti dei fabbricati, intercettando altre forme di innovazione sociale. È un servizio collaborativo che coinvolge direttamente gli abitanti e una pluralità di partner scientifici e sociali.

Emanuela Saporito Architetto PhD, è co-fondatrice - OrtiAlti Biografia Vedi atti Guarda il video

Emanuela Saporito si laurea 2008 al Politecnico di Torino con una tesi in progettazione urbana partecipata. Nel 2011 è Visiting Scholar a Harvard alla Graduate School of Design e alla Kennedy School of Government. Nel 2013 ottiene il Dottorato in Spatial Planning and Urban Development presso il Politecnico di Milano, con una tesi che riflette su approcci pluralisti ed inclusivi nelle pratiche di collaborative urban planning. Dal 2012 è borsista di ricerca presso il Dist al Politecnico di Torino, dove si occupa di urbanistica partecipata, rigenerazione urbana e processi decisionali collaborativi.

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Parlangeli
Progetto: Solidarietà in Rete

Trasformare un bisogno in un progetto di ricerca, nato da una partnership pubblico-privata. L’obbiettivo è intercettare tre ambiti: dai donatori di cibo in eccesso a chi si occupa di distribuzione e chi del trasporto di cibo, con l’obbiettivo di metterli a regime.

Raffaele Parlangeli Direttore Ufficio Smart City - Città di Lecce Biografia Vedi atti Guarda il video

RAFFAELE PARLANGELI, esperto in programmazione economica strategica territoriale per la Pubblica Amministrazione e soluzioni innovative e gestionali di programmi complessi urbani. Ha maturato significativa esperienza quale Dirigente del Settore Programmazione Strategica e Comunitaria dell’Amministrazione Comunale di Lecce, responsabile Ufficio Smart City - Ufficio Europa 2020 - Ufficio OpenData, e recentemente, quale Direttore della Candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura 2019.

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